Camioncini a emissioni zero: i balocchi ecosostenibili di Alicucio

I rifiuti non sono spazzatura ma una risorsa da valorizzare. Lo sa bene il nisseno Arcangelo Favata che del recupero ne ha fatto un mestiere.

La natura non produce scarti. Ci pensa l’uomo che ogni anno genera oltre 1 miliardo di tonnellate di spazzatura. Una cifra notevole e destinata a crescere secondo la Banca Mondiale: entro il 2025 i rifiuti urbani prodotti annualmente sulla Terra saliranno a quota 2,2 miliardi di tonnellate. Come uscire da questa impasse? Consumando meno e producendo oggetti e beni che possano essere assorbiti dall’ambiente una volta terminato il loro utilizzo. Oppure differenziando gli scarti per recuperare al meglio quello che si è già prodotto. Insomma è necessario promuovere una cultura e un’economia delle produzioni e dei consumi più lungimirante e consapevole.
Nel campo del design le ricerche sono sempre più orientate all’ecosostenibilità: materiali riutilizzati, riciclati e riciclabili vengono largamente adoperati per sfornare prodotti a basso impatto ambientale senza dimenticare utilità ed estetica. Se le risorse non sono infinite e se produrre più di quanto si possa smaltire è controproducente per l’ambiente – e perché no, pure per le proprie tasche – è possibile sublimare gli oggetti dismessi e gli scarti di lavorazione industriale restituendo loro nuova vita e nuove funzioni. Questa è la mission di Arcangelo Favata, giovane designer di Caltanissetta trapiantato a Torino, che nel 2009 ha dato vita ad Alicucio, un laboratorio di autoproduzione specializzato in «oggetti funzionali» prodotti attraverso il recupero dei materiali di scarto.
Favata rifiuta il rifiuto dei rifiuti: la spazzatura è per lui un patrimonio da sfruttare. Ecco allora che dall’assemblaggio di due sedie abbandonate può nascere una nuova seduta (Giravotaefirria) o dai resti di un pallet e truciolati possono veder la luce i basculanti camioncini della serie Sannaka, piccoli tir green e trainabili, oppure Lallo, un cavallino su rotelle che funziona anche come piano da disegno e comodo vano per riporre giocattoli. Poetiche e nostalgiche creazioni che miscelano tradizione, design e impegno ambientale.
Ma Favata onora l’eco-mantra delle 3 R (Riduci / Riutilizza / Ricicla) anche nel privato? «L’attenzione per l’ambiente – spiega a TRIBEART – è venuta prima nella sfera familiare e poi in quella lavorativa. In casa cerchiamo di fare meno sprechi possibili soprattutto nel cibo, compriamo frutta e verdura dai coltivatori diretti, beviamo l’acqua corrente, facciamo la spesa con borsette di stoffa e per muoverci utilizziamo i mezzi di trasporto pubblici o la bicicletta quando è possibile». Se la creatività è un’attitudine naturale, la tutela dell’ambiente è una pratica da coltivare. Dentro e fuori casa.

La produzione in serie e i pezzi unici di Alicucio sono disponibili sul sito:

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Informazioni su vanessaviscogliosi

Giornalista pubblicista, ecologista fondamentalista, vegana principiante, sognatrice professionista, selvatica di natura.

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