Il letto vuoto di Alberto Bertoni (Aragno, 2012)

alberto bertoni il letto vuoto 2012

[…]

Come è stato campione
il piccione riverso
sul marciapiede sotto
così atletico, elegante, muscoloso
di fianco al cassonetto

Il calcio, i cavalli, “la certezza dell’errore”. È uscito il nuovo libro del poeta modenese Bertoni, un libro tutto suo dopo l’ottima prova di Recordare (Incontri editrice, fine dello scorso anno), nel quale il nostro firmò la concretissima silloge Quaderno della madre. Proprio con molte di quelle poesie (poesie di morte) si apre Il letto vuoto, pubblicato a Torino. È sempre il Bertoni delle “cose di uso quotidiano”, le piccole piccolissime “regole” di polvere e di “porte [che] spalancano varchi” un po’ come le fotografie in versi del guru metafisico Charles Simic (le poesie “Regole”, “A New York, di mattina presto”, la fine di “Colori” in primis).
Perdita e assenza, la condizione dell’orfano e l’inconsistenza di ciò che non è morte, oppure ricordo: il poeta ancora bimbo allo stadio, quando ci andava Delfini; la madre il nonno o il padre che mai l’abbandonarono “in un campetto di calcio / o su un prato in un giorno di caldo”; gli oggetti nella stanza ancora sparpagliati: non si risolve il “vuoto” rimettendoli a posto, la solitudine resta “senza l’impronta del mio corpo”.
Il passato però sa anche sparire, “questo cuore a riposo” (non si capisce se sia bene oppure un male), come quello di un sosia “in un’auto uguale / che scruta il mio stesso giornale” fuori dall’ippodromo (probabilmente un pomeriggio, che pare esistenziale).
Spesso i ricordi, pensiamoci, sono immobili: ricordiamo tramite fotografie senza carta, vite riassunte in immagini che diventano sepolcri: “Il gioco delle bocce”, quasi una Spoon River in terza persona, e “Annuncio”, dove il nome nel mortorio può fermare un passante e “Parlare con lui del tempo”.
Nel letto vuoto ci sono anche poesie dove la donna non è soltanto madre, come in quelle di Recordare: l’ungarettiana (con meno certezze) “Memoria, deserto” o la sarcastica-rassegnata “Nel porto di Amburgo”. Ci sono brevi poetiche prose. E poi Modena, autoctona e straniera: il suo casello autostradale (stupenda la brevissima “Fare di Mantova una Tenochtitlán”), il suo stadio, i negozi Fangareggi, un marciapiede sconnesso del centro.

Giorgio Casali
da Concretamente Sassuolo

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Informazioni su Giorgio Casali

Nato nel 1986, vive sulle colline reggiane. Speaker di Radio Antenna1 101.3 dal 2009 al 2014 con il programma "Bankshot", recensisce narrativa, musica e poesia su varie Webzines. Ha pubblicato le raccolte di poesia "Attaccamenti" (Albatros, 2010), "Notte provincia" (Edizioni clandestine, 2011), "Poesie" (autoproduzione, 2012) e “Sotto fasi lunari” (Incontri editrice, 2013). Cinque sue poesie sono raccolte nell'antologia "Poeti di corrente" (Le voci della luna, 2013), curata da Anna Ruotolo e Riccardo Raimondo. Con il pittore Andrea Chiesi ha pubblicato il catalogo d'arte "19 paintings 19 poems" (Italian Cultural Institute in New York, 2014), dal quale è stato estratto lo spettacolo "Forma Suono Parole", con la collaborazione musicale dei Siegfried, presentato la prima volta al Poesia Festival 2014.

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