Simone Weil tra filosofia ed esistenza – di F. R. Recchia Luciani

[F. R. Recchia Luciani, Simone Weil tra filosofia ed esistenza, Pensa Multimedia, 19,00 €, pp. 266]

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cop. SIMONE WEILModif.tracc

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PREMESSA

Questo volume raccoglie sei saggi dedicati a Simone Weil, quattro dei quali già editi tra il 1995 e il 2007, che qui compaiono solo parzialmente modificati con l’inserimento della paragrafazione. Gli ultimi due, invece, vengono pubblicati in questo volume per la prima volta: “Coltivare l’attenzione: Simone Weil e la filosofia come stile di vita” e “La vita informe: Simone Weil e il vaticinio della Shoah”.

Il primo di essi è stato presentato in una versione ridotta l’11 novembre 2009 nel corso del Convegno organizzato a Bari per il centenario della nascita di Simone Weil dal Centro Interdipartimentale di Studi sulla Cultura di Genere dell’Università degli Studi di Bari e dalle sedi baresi del Centro di Documentazione e Cultura delle Donne e dall’Alliance Française; il secondo, anch’esso in una forma più breve, è stato letto nel corso del Seminario intitolato “Il dominio della forza”, tenutosi a Roma il 23 marzo 2010 nell’ambito del progetto “Simone Weil. Bellezza, sventura, attesa di Dio. 23 gennaio/5 maggio 2010”, organizzato dall’Istituzione Biblioteche di Roma, col supporto del Comune e della Provincia di Roma, dell’Università Roma Tre, del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Ambasciata di Francia.

L’esigenza di raccoglierli in un unico volume è scaturita dalla volontà di testimoniare una continuità, nell’interesse e nella passione, del desiderio di approfondimento che da sempre accompagna la mia lettura delle pagine di Simone Weil. Accostarmi alla sua opera e amarla è stata per me una sola cosa, e d’altra parte è opinione comune tra coloro che sono venuti a contatto con i suoi scritti che di lì si diffonde una specie di contagio che spinge ad ampliare di continuo l’approfondimento dei suoi testi, a scendere dentro il suo pensiero sempre più in profondità. Anche di ciò vuole testimoniare questo libro: di una riflessione così affascinante, di una scrittura così avvincente, di argomentazioni così intelligenti, di intuizioni così folgoranti che ti inchiodano alla lettura e ti spingono a penetrare a fondo le sue riflessioni, nel tentativo forse vano, ma mai disperato, di cogliere in quei bagliori di verità frammenti di una conoscenza non illusoria.

I testi di Simone Weil sono, come molti scritti propri della tradizione filosofica dell’antica Grecia che costituiscono per lei sempre un ineliminabile punto di riferimento, nonché una viva fonte d’ispirazione, “protrettici”, vale a dire capaci di “volgere” (dal greco trepein), di orientare chi li legge verso la filosofia (Hadot, La filosofia come modo di vivere, p. VII). Lei, nata ebrea, che rimase sulla soglia di una piena conversione al cristianesimo fino all’ultimo respiro, è autrice, forse inconsapevole, di un pensiero straordinariamente votato a trasformare chi si avventura nelle sue pieghe, di mutarne il baricentro “volgendone” l’interesse verso l’esercizio della filosofia, di operare nel lettore una vera e propria conversione filosofica.

E la sua è nell’andatura, in ogni tratto e ad ogni curvatura, una filosofia che si fa carne, una riflessione mai accademica, profondamente incardinata nel suo vissuto profondo, nella sua esistenza esteriore ed interiore, distinzione che nel suo caso appare insensata, data la sua eccezionale capacità di estroflettere ogni pensiero in scelte radicali di vita e in modalità sostanziali dell’agire. L’inusuale coincidenza tra esistenza e pensiero che connotano, come nel riverbero di uno specchio, il filosofare e il vivere di Simone, sino alla fine, sino alla morte, nell’assoluta coerenza di scelte perseguite sino alle più estreme conseguenze, è il filo invisibile, sotterraneo e indelebile, che ho seguito nella composizione di questi scritti, sperando di divenire a mia volta veicolo, per coloro che li leggeranno, di quel miracoloso contagio che da sempre le sue lettrici e i suoi lettori sperimentano dinanzi a una riflessione così appassionante, luminosa e vitale. Forse anche loro si avvicineranno ai fascinosi scritti o alle toccanti annotazioni di Simone Weil con la speranza di catturarne il senso, sempre sfuggente, e anche loro – come me – sperimenteranno la vertigine di esserne afferrati, di sentirsi definitivamente rapiti e infine incatenati ad un pensiero che mirabilmente s’intreccia al destino di una donna e di una pensatrice straordinaria.

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INDICE

Premessa p. 9

Capitolo I

Etica dei doveri e doveri dell’etica » 11

1. La via wittgensteiniana al pensiero

di Simone Weil: Peter Winch e la “giusta bilancia” » 11

2. Incolmabili distanze: l’incommensurabilità

tra l’individuo e la società » 28

3. Giustizia e amore per il prossimo: l’obbligo verso l’Altro » 43

Capitolo II

Lo sguardo perspicuo: il socratismo

di Ludwig Wittgenstein e di Simone Weil » 65

1. Le “rassomiglianze di famiglia” tra due vite filosofiche » 65

2. Lo sguardo perspicuo della filosofia e la “lettura” del reale » 82

3. Tra eticità e religiosità: vedere il mondo sub specie aeternitatis » 98

Capitolo III

Concepire l’equilibrio: la forza, la giustizia, l’obbligo

e il loro legame con la corporeità in Simone Weil » 115

1. Il prodigioso potere trasfigurativo della forza » 115

2. L’insopprimibile tensione tra la “forza” e la “giustizia” » 128

3. La naturale vulnerabilità del corpo

e la giustizia “soprannaturale” » 148

Capitolo IV

La forza messa a nudo: riflessioni weiliane sull’Iliade » 163

1. L’assedio reificante della forza

e l’impossibile ontologico incarnato » 163

2. L’imperio della forza rivela la miseria umana » 172

3. Epilogo: Forza della parola/Parola della forza » 180

Capitolo V

Coltivare l’attenzione:

Simone Weil e la filosofia come stile di vita » 183

1. La lezione di Socrate: amore per la sapienza

e passione per il pensiero » 183

2. Lo sguardo attento sulla sventura:

l’amore di Dio è l’amore per il prossimo » 194

3. “Letture” della realtà: pensare e amare Dio,

pensare e amare il mondo » 201

Capitolo VI

La vita informe:

Simone Weil e il vaticinio della Shoah » 217

1. L’estrema sventura e la brama di sopravvivere » 217

2. L’assenza di pensiero nella “casa dei morti”:

nazisti e “mussulmani” » 229

3. Simone Weil e Hannah Arendt:

il pensiero contro il male totalitario » 241

Bibliografia » 253

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Francesca R. Recchia Luciani ha conseguito Dottorato e Post-dottorato di Ricerca in Filosofia a Bari e studiato negli USA presso la University of Illinois at Urbana-Champaign. È docente di Filosofie contemporanee e saperi di genere dell’Università di Bari “Aldo Moro”. Ha scritto saggi e monografie su Max Weber, Ludwig Wittgenstein, Peter Winch, Hannah Arendt e sul totalitarismo. Direttore editoriale di «POST-FILOSOFIE. Rivista di pratiche filosofiche e di scienze umane», co-dirige RI-SPECCHI, Collana di teatro e saperi teorico-pratici. Ha tradotto e curato il libro diJoža Karas, La musica a Terezín 1941-1945 e ideato uno spettacolo teatrale ad esso ispirato intitolato Il Führer dona una città agli ebrei. Ha ideato, con le compagne del Centro Documentazione Cultura delle Donne di Bari, il Festival delle Donne.

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