LODI DEL CORPO FEMMINILE. POETI FRANCESI DEL CINQUECENTO (SE EDIZIONI, 2013)

LODI DEL CORPO FEMMINILE. POETI FRANCESI DEL CINQUECENTO. Nella traduzione di Maurizio Brusa, Maurizio Cucchi, Giovanni Giudici, Cesare Greppi, Valerio Magrelli, Cosimo Ortesta, Antonio Porta, Giovanni Raboni, Tiziano Rossi, Vittorio Sereni, Cesare Viviani. (SE EDIZIONI, 2013)

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copGrazia, malizia, erotismo più e meno velato si intrecciano nei versi dei poeti francesi del Cinquecento, più e meno noti, apparsi per la prima volta nel 1984 presso Aroldo Mondadori Editore tradotti in italiano da alcuni tra i maggiori poeti del Secondo Novecento e contemporanei e pubblicati recentemente in una nuova edizione per i tipi di SE. Presero parte al Blason, singolare certame organizzato dal poeta Clément Marot nel 1535, mentre era in esilio a Ferrara sotto la protezione di Renata di Francia, moglie di Ercole II d’Este, perché sospettato di protestantesimo in seguito all’affaire de placards del 1534. Una sfida a colpi di versi sul tema sul corpo femminile, inviati da poeti che vivevano alla corte di Parigi e, come Maurice Scève, a Lione e in provincia: frutto, come scrisse Giovanni Raboni nella prefazione, “di una sensibilità e di un gusto al tempo stesso ingenui e squisiti, punto d’incontro instabile, e proprio per questo affascinante, fra una cultura goliardico-carnevalesca in via d’estinzione e l’eterno petrarchismo in attesa di d’una delle sue più gloriose reincarnazioni, quella della Pléiade”. Ogni parte del corpo della donna viene cantato e impreziosito, trasformato dalla parola poetica in un oggetto prezioso, incastonato come un monile di corallo, marmo, giaietto, avorio, cristallo, perle…Un lavoro di cesello sul linguaggio, dove il particolare, bocca, occhio, capelli, seno, ventre, coscia, ecc. diventa simbolo del tutto e al corpo nella sua interezza rimanda, senza nessun intento di “anatomizzare” la figura femminile. La parte per il tutto: il corpo è intuito, immaginato, scoperto attraverso la minuziosa osservazione e descrizione delle membra. I cinque sensi sono di continuo sollecitati nel gioco di rimandi e allusioni più o meno evidenti, per meglio percepire profumi, umori, sapori, morbidezze da sempre legate alla sensualità muliebre. L’immagine che rimane nella mente, una volta letti tutti questi blasonneurs in rima baciata, apprezzando di volta in volta il ritmo e il suono del verso, è quella dei dipinti di Arcimboldo Arcimboldi, “fantasie”, “bizzarrie”, “scherzi”, ma anche scrittura per immagini, poesia. E il sapiente gioco di rime, di assonanze e consonanze, il suono e il senso che si fondono nelle parole, rendono perfettamente l’immagine rinascimentale della trionfante bellezza del corpo della donna , senza mai cadere nella volgarità e trivialità. Gli undici poeti italiani che si sono anni orsono cimentati nella traduzione hanno saputo lavorare su sillabe, accenti, rime con sensibilità, gusto e raffinatezza, offrendo anche ai lettori più esigenti dei testi poetici che sono veri e propri gioielli e nulla hanno da invidiare agli originali.

Laura Garavaglia

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