Alcune cose che penso riguardo alle sedie – di Guido Cupani

fonte: Guido Cupani, guidoq.wordpress.com

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Questa è una sedia.

Una sedia

Fig. 1 

La sedia risponde al bisogno di appoggiare il sedere da qualche parte. Può essere bella o brutta, solida o fragile, comoda o scomoda. Si può perdere un sacco di tempo a cercare di definire che cos’è una sedia. La definizione più semplice è “un oggetto con quattro gambe, un piano orizzontale detto seduta e un piano obliquo detto schienale”. Il fatto che abbia dovuto verificare seduta su Wikipedia dice molto. Ci sono sedie senza schienale. Ci sono sedie con tre gambedue gambe o zero gambe. Il modo migliore per capire cos’è una sedia è provarne molte:

Molte sedie

Fig. 2

Meglio ancora se di diversi stili e culture:

Altre sedie ancora

Fig. 3

Chi ha provato un certo numero di sedie, credo, sa di cosa sto parlando. Per tutti gli altri, posso tentare di spiegare che cosa non è una sedia. Questa non è una sedia:

Non una sedia

Fig. 4

Neanche questa è una sedia:

Non una sedia

Fig. 5

Questa sembra una sedia ma non lo è:

Apparentemente una sedia

Fig. 6

Questa vorrebbe essere una sedia ma non lo sembra:

Non una sedia

Fig. 7 – O anche, secondo un altro Anonimo, «la tempesta della dolcezza e l’incanto del piacere». 

Eccetera.

La sedia ha la proprietà di essere stata costruita da un individuo detto costruttore di sedie (in greco καθεδρῶν ποιητής). Il costruttore di sedie è una persona in grado di trasformare questo

Prima

Fig. 8

in questo

Dopo

Fig. 9

Ecco un disegno di un tipico costruttore di sedie:

Il costruttore

Fig. 10

Quello che forse non tutti sanno è che esistono delle istruzioni di montaggio che aiutano a costruire le sedie. Chiunque si definisca costruttore di sedie dovrebbe almeno conoscere e saper applicare queste regole. È vero che non sempre è sufficiente, e che serve ben altro per costruire questo:

Una sedia difficile da costruire

Fig. 11

È anche vero però che ignorando del tutto le regole il risultato sarà quasi sicuramente simile a questi:

Nathan Baker non sa montare le sedie

Fig. 12 – Nathan Baker, artista

È importante ricordare che non tutti sono o devono essere costruttori di sedie. Il mondo è pieno di sedie: chi non sa farsele da solo può benissimo sedersi sulle sedie fatte da altri (o al massimo chiedere aiuto). È una cosa che sanno tutti, compresi gli imprenditori svedesi:

Post con inserimento di prodotti a fini non promozionali

Fig. 13

Per motivi non meglio precisati, molte persone pensano che costruire sedie sia un modo semplice per essere ammirati dagli altri. Più semplice che scalare il Kilimangiaro o portarsi a letto Scarlett Johansson. Insomma, stiamo parlando di sedie, cosa ci vorrà mai? Questo comune errore di valutazione produce oggetti come quelli in Figg. 7 e 12. Sedie che non sono sedie.

A costo di annoiare, ecco un’altra sedia che non è una sedia:

Il costruttore

Fig. 9, di nuovo

A chi non è un costruttore di sedie non interessa il costruttore medesimo, bensì la sedia. Una sedia a forma di costruttore non è né comoda né (nella maggior parte dei casi) bella. Nessuno vuol sedersi su un costruttore, anche se forse ogni tanto non sarebbe un male.

Cose che un costruttore non dovrebbe fare: passare il tempo a parlare della sedia come concetto, mostrare la propria sedia soltanto alle fiere specializzate, credere che la propria sedia sia l’unica vera sedia e quelle degli altri gnè, costruire sedie a forma di definizione di sedia (scomodissime), dare la colpa all’ignoranza della gente se la gente preferisce sedersi sul divano.

Cose che un costruttore dovrebbe fare: sedie. Possibilmente solide e belle. Provarle e riprovarle finché non sono come dovrebbero essere. Ricordarsi che ogni volta che costruisce una sedia sta mettendo in gioco, letteralmente, il proprio sedere.

La domanda se le sedie siano utili o inutili al giorno d’oggi è discussa estesamente su questa pagina. Cose per cui le sedie sono utili: sedersi, appoggiare i vestiti, riempire il posto vuoto attorno a un tavolo da sei quando ce ne sono solo altre cinque. Cose per cui le sedie non sono utili: cuocere un uovo, coprirsi dalla pioggia, pagare le bollette, rispondere alla domanda “chi devo votare alle prossime elezioni?”.

Spesso i costruttori si entusiasmano quando parlano di sedie. Un costruttore è capace di affermare senza vergognarsi che una sedia (la sua, sottinteso) è in grado cambiare il mondo, o le coscienze, o l’orario degli autobus. In realtà quel che vorrebbe dire è: una sedia può cambiare qualcosa del mondo in modo indiretto. Per esempio, una buona sedia può migliorare la serata a uno che abbia passato tutto il giorno a lavorare (e non a costruire sedie). Il pressapochismo nell’esprimersi fa sì che i costruttori raramente vengano presi sul serio dagli scienziati, dai bambini e dai conducenti degli autobus.

A certe imbarazzanti affermazioni dei costruttori bisognerebbe rispondere solamente con una serie di lezioni di ripasso accelerato sulle sedie. In altre parole, a sediate.

C’è chi dice che tutte le sedie sono già state costruite e non è più possibile costruire sedie nuove. A tali divertenti individui rispondo così:

Una sedia legittima

Fig. 14

È vero, tutte le sedie sono già state costruite. Quattro virgola cinquantaquattro miliardi di anni fa. Questo non ha mai impedito a un vero costruttore di immaginare continuamente nuove sedie, ciascuna diversa e ciascuna insufficiente a soddisfare il suo bisogno di crearne ancora. Se non si è in grado o non si ha voglia di costruire sedie, basta non farlo. Per tutti gli altri vale il motto: finché ci sono nuove chiappe, c’è posto per nuove sedie.

C’è chi dice invece: è ormai impossibile costruire una sedia a dondolo (o a sdraio o tripolina) dopo le sedie a dondolo (o a sdraio o tripoline) costruite dal grande maestro XY che ha detto l’ultima parola in fatto di sedie a dondolo (o a sdraio o tripoline). A tali complicati individui di solito rispondo, testualmente: uh?

Una regola che andrebbe fatta osservare con severità medievale è questa: dopo aver parlato di sedie per un tempo t, è obbligatorio andare a sedersi su sedie costruite da altri per un tempo superiore a 10t. Credo di aver esaurito il mio bonus per quest’anno, quindi vado.

Ah, dimenticavo: questa è una poesia.

Radnóti

Fig. 1 – Daccapo.

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