PASTA MADRE, Franca Mancinelli (Nino Aragno 2013) – recensione di Stefano Guglielmin

La sensazione più forte che provo leggendo Pasta madre (Aragno, 2013) di Franca Mancinelli è quella di toccare un verso dalla pelle sottile eppure robustissima, che avvolge l’energia dirompente della vita come un palloncino argina l’aria compressa e ne determina le fattezze.

PASTA MADRE, Franca Mancinelli (Nino Aragno 2013) – recensione di Stefano Guglielmin

La sensazione più forte che provo leggendo Pasta madre (Aragno, 2013) di Franca Mancinelli è quella di toccare un verso dalla pelle sottile eppure robustissima, che avvolge l’energia dirompente della vita come un palloncino argina l’aria compressa e ne determina le fattezze.

DOSSIER DELLA POESIA ITALIANA, Alejandra Craules Breton

Alejandra Craules Breton ha ideato e sta portando avanti un riuscitissimo Dossier della poesia Italiana nella rivista messicana Circulo de Poesia. Secondo Alejandra “La poesia italiana e la poesia messicana hanno in comune più di quello che si potrebbe pensare. Sono erede di una ricca tradizione linguistica di grandi poeti di tutti i tempi”.

DOSSIER DELLA POESIA ITALIANA, Alejandra Craules Breton

Alejandra Craules Breton ha ideato e sta portando avanti un riuscitissimo Dossier della poesia Italiana nella rivista messicana Circulo de Poesia. Secondo Alejandra “La poesia italiana e la poesia messicana hanno in comune più di quello che si potrebbe pensare. Sono erede di una ricca tradizione linguistica di grandi poeti di tutti i tempi”.

OLIMPIA, di Luigia Sorrentino (Interlinea 2013) – recensione di Alessandro Canzian

Un libro di poesia può avere molti significati. Ma se sa far parlare di sé nella direzione di un ingombro, di un punto che o devi circoscrivere o ci sbatti contro, ecco allora quel libro di poesia ha dato qualcosa al suo tempo.

OLIMPIA, di Luigia Sorrentino (Interlinea 2013) – recensione di Alessandro Canzian

Un libro di poesia può avere molti significati. Ma se sa far parlare di sé nella direzione di un ingombro, di un punto che o devi circoscrivere o ci sbatti contro, ecco allora quel libro di poesia ha dato qualcosa al suo tempo.

Alcune cose che penso riguardo alle sedie – di Guido Cupani

La sedia risponde al bisogno di appoggiare il sedere da qualche parte. Può essere bella o brutta, solida o fragile, comoda o scomoda. Si può perdere un sacco di tempo a cercare di definire che cos’è una sedia. La definizione più semplice è “un oggetto con quattro gambe, un piano orizzontale detto seduta e un piano obliquo detto schienale”.

Alcune cose che penso riguardo alle sedie – di Guido Cupani

La sedia risponde al bisogno di appoggiare il sedere da qualche parte. Può essere bella o brutta, solida o fragile, comoda o scomoda. Si può perdere un sacco di tempo a cercare di definire che cos’è una sedia. La definizione più semplice è “un oggetto con quattro gambe, un piano orizzontale detto seduta e un piano obliquo detto schienale”.

Ammaniti e il grande ciclio dei mocciosi – di Gabriele Felice

Da quando ha avuto inizio il grande ciclo dei “mocciosi” un fatto sembra, ormai, assodato: l’adolescenza è il più grande dramma dell’umanità (italiana), talmente aberrante da monopolizzare l’intero panorama letterario italiano.

Ammaniti e il grande ciclio dei mocciosi – di Gabriele Felice

Da quando ha avuto inizio il grande ciclo dei “mocciosi” un fatto sembra, ormai, assodato: l’adolescenza è il più grande dramma dell’umanità (italiana), talmente aberrante da monopolizzare l’intero panorama letterario italiano.

Una questione di alterità: Un Lac di P. Grandrieux

Il paesaggio di Grandieux è uno stato dell’anima, un bosco-casa dal tetto frantumabile, con pareti dalle rocce terribili eppure soggette all’erosione del tempo.

Una questione di alterità: Un Lac di P. Grandrieux

Il paesaggio di Grandieux è uno stato dell’anima, un bosco-casa dal tetto frantumabile, con pareti dalle rocce terribili eppure soggette all’erosione del tempo.

L’AMORE AI TEMPI DELLA BOLDRINI

Duri e terribili sono i tempi in cui alla madre non è più concesso essere casalinga, perché portare a tavola il cibo che sfama – atto religioso nella routine del contemporaneo – e accudire i bambini è segno di oppressione e offesa alla figura della donna, il tailleur innalzato a vessillo di questa nuova figura, punto cartesiano a cui riferirsi da ora in poi.

L’AMORE AI TEMPI DELLA BOLDRINI

Duri e terribili sono i tempi in cui alla madre non è più concesso essere casalinga, perché portare a tavola il cibo che sfama – atto religioso nella routine del contemporaneo – e accudire i bambini è segno di oppressione e offesa alla figura della donna, il tailleur innalzato a vessillo di questa nuova figura, punto cartesiano a cui riferirsi da ora in poi.

FINE IMPERO, di Giuseppe Genna (Minimum Fax 2013)

Quello che manca alla narrativa italiana contemporanea è una netta inversione di rotta verso un lucido e consapevole realismo sociale. Lo scrittore, ma come in questi tempi di crisi, ha il preciso dovere di raccontare e attraversare con una parola nuda che taglia il disastro di una contemporaneità sull’orlo di un’Apocalisse annunciata.

FINE IMPERO, di Giuseppe Genna (Minimum Fax 2013)

Quello che manca alla narrativa italiana contemporanea è una netta inversione di rotta verso un lucido e consapevole realismo sociale. Lo scrittore, ma come in questi tempi di crisi, ha il preciso dovere di raccontare e attraversare con una parola nuda che taglia il disastro di una contemporaneità sull’orlo di un’Apocalisse annunciata.