Articoli con tag: politica

Camillo Langone: MANIFESTO DELLA DESTRA DIVINA. DIFENDI, CONSERVA, PREGA! (Vallecchi, 2009)

Langone propone in questo libricino «un manifesto e mezzo» e alla domanda “che cos’è la destra divina” dice: «Pasolini scrive che è difendere, conservare, pregare. I primi due verbi possono sembrare sinonimi epperò difendere implica più impegno di conservare. È implicita una dose di rischio: se è necessaria la difesa significa che qualcuno sta perpetrando un’offesa»

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Camillo Langone: MANIFESTO DELLA DESTRA DIVINA. DIFENDI, CONSERVA, PREGA! (Vallecchi, 2009)

Langone propone in questo libricino «un manifesto e mezzo» e alla domanda “che cos’è la destra divina” dice: «Pasolini scrive che è difendere, conservare, pregare. I primi due verbi possono sembrare sinonimi epperò difendere implica più impegno di conservare. È implicita una dose di rischio: se è necessaria la difesa significa che qualcuno sta perpetrando un’offesa»

L’AMORE AI TEMPI DELLA BOLDRINI

Duri e terribili sono i tempi in cui alla madre non è più concesso essere casalinga, perché portare a tavola il cibo che sfama – atto religioso nella routine del contemporaneo – e accudire i bambini è segno di oppressione e offesa alla figura della donna, il tailleur innalzato a vessillo di questa nuova figura, punto cartesiano a cui riferirsi da ora in poi.

L’AMORE AI TEMPI DELLA BOLDRINI

Duri e terribili sono i tempi in cui alla madre non è più concesso essere casalinga, perché portare a tavola il cibo che sfama – atto religioso nella routine del contemporaneo – e accudire i bambini è segno di oppressione e offesa alla figura della donna, il tailleur innalzato a vessillo di questa nuova figura, punto cartesiano a cui riferirsi da ora in poi.

Un estratto da “Ciò che siamo, ciò che vogliamo” (Il Ponte Vecchio 2009), di Michele Ballerin

C’è un solo punto in cui l’Europa acquista una propria identità definita e un proprio peso specifico, un’indiscutibile rilevanza: là dove si identifica con la cultura del diritto. Se questa equazione non si verificasse non sarebbe il caso di parlare di “Europa”, cioè il fenomeno europeo non si staccherebbe abbastanza dallo sfondo perché contasse di occuparsene. Dal quel momento in poi invece l’Europa esiste e, ciò che più conta, una strada le si apre davanti.

Un estratto da “Ciò che siamo, ciò che vogliamo” (Il Ponte Vecchio 2009), di Michele Ballerin

C’è un solo punto in cui l’Europa acquista una propria identità definita e un proprio peso specifico, un’indiscutibile rilevanza: là dove si identifica con la cultura del diritto. Se questa equazione non si verificasse non sarebbe il caso di parlare di “Europa”, cioè il fenomeno europeo non si staccherebbe abbastanza dallo sfondo perché contasse di occuparsene. Dal quel momento in poi invece l’Europa esiste e, ciò che più conta, una strada le si apre davanti.