Articoli con tag: Narrativa

Un giallo mentale, tinto di blu. “Capelli Blu”, di Valerio Nardoni, Edizioni E/O – recensione di Silvia Bellucci

“Capelli blu” è un romanzo scritto come un cortometraggio allucinato, si sente lo scorrere meccanico della vita di Jilium tra routine e fantasia. È un giallo, ma anche un noir, ha una ricerca psicologica e tutto ciò è inserito in un quadro onirico, generi mescolati tra loro ma non si perdono le diverse sensazioni che ognuno di questi provoca.

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Un giallo mentale, tinto di blu. “Capelli Blu”, di Valerio Nardoni, Edizioni E/O – recensione di Silvia Bellucci

“Capelli blu” è un romanzo scritto come un cortometraggio allucinato, si sente lo scorrere meccanico della vita di Jilium tra routine e fantasia. È un giallo, ma anche un noir, ha una ricerca psicologica e tutto ciò è inserito in un quadro onirico, generi mescolati tra loro ma non si perdono le diverse sensazioni che ognuno di questi provoca.

Ammaniti e il grande ciclio dei mocciosi – di Gabriele Felice

Da quando ha avuto inizio il grande ciclo dei “mocciosi” un fatto sembra, ormai, assodato: l’adolescenza è il più grande dramma dell’umanità (italiana), talmente aberrante da monopolizzare l’intero panorama letterario italiano.

Ammaniti e il grande ciclio dei mocciosi – di Gabriele Felice

Da quando ha avuto inizio il grande ciclo dei “mocciosi” un fatto sembra, ormai, assodato: l’adolescenza è il più grande dramma dell’umanità (italiana), talmente aberrante da monopolizzare l’intero panorama letterario italiano.

FINE IMPERO, di Giuseppe Genna (Minimum Fax 2013)

Quello che manca alla narrativa italiana contemporanea è una netta inversione di rotta verso un lucido e consapevole realismo sociale. Lo scrittore, ma come in questi tempi di crisi, ha il preciso dovere di raccontare e attraversare con una parola nuda che taglia il disastro di una contemporaneità sull’orlo di un’Apocalisse annunciata.

FINE IMPERO, di Giuseppe Genna (Minimum Fax 2013)

Quello che manca alla narrativa italiana contemporanea è una netta inversione di rotta verso un lucido e consapevole realismo sociale. Lo scrittore, ma come in questi tempi di crisi, ha il preciso dovere di raccontare e attraversare con una parola nuda che taglia il disastro di una contemporaneità sull’orlo di un’Apocalisse annunciata.

Perché comprare i libri di un piccolo editore – di Alessandro Canzian

Tutto questo per dire, in due parole, che non ci si può lamentare dell’editoria italiana se non si capisce che l’offerta è in funzione della domanda, e la domanda sono le vendite in libreria o agli eventi. E la domanda non c’è.

Perché comprare i libri di un piccolo editore – di Alessandro Canzian

Tutto questo per dire, in due parole, che non ci si può lamentare dell’editoria italiana se non si capisce che l’offerta è in funzione della domanda, e la domanda sono le vendite in libreria o agli eventi. E la domanda non c’è.

“Il libro napoletano dei morti” è un viaggio alle radici di Gomorra – di Luca Negri

Esiste un antico Libro egiziano dei morti, anche uno tibetano. In poche parole, si tratta di affascinanti manuali di sopravvivenza per l’anima nei regni dell’oltretomba. La versione italica, universalmente nota per l’altissimo valore poetico, è la Commedia di Dante. Commedia appunto perché il finale è lieto: l’anima non si perde negli inferi, fra demoni, ma ascende a Dio, come pressappoco succede nelle versioni egizia e tibetana. Ora il lettore italiano ha a disposizione anche “Il libro napoletano dei morti” (Mondadori, nella collana Strade Blu), che non è un manuale per cittadini partenopei ed italiani prossimi alla fine. O forse sì, lo è.

“Il libro napoletano dei morti” è un viaggio alle radici di Gomorra – di Luca Negri

Esiste un antico Libro egiziano dei morti, anche uno tibetano. In poche parole, si tratta di affascinanti manuali di sopravvivenza per l’anima nei regni dell’oltretomba. La versione italica, universalmente nota per l’altissimo valore poetico, è la Commedia di Dante. Commedia appunto perché il finale è lieto: l’anima non si perde negli inferi, fra demoni, ma ascende a Dio, come pressappoco succede nelle versioni egizia e tibetana. Ora il lettore italiano ha a disposizione anche “Il libro napoletano dei morti” (Mondadori, nella collana Strade Blu), che non è un manuale per cittadini partenopei ed italiani prossimi alla fine. O forse sì, lo è.