Articoli con tag: matteo bianchi

POETI DI CORRENTE (Le Voci della Luna, 2013) – Antologia in versi del collettivo “Corrente Improvvisa” – a cura di Matteo Bianchi e Anna Ruotolo – (presentazione)

«Gli autori o i cultori della materia che compongono questa “corte di pensiero” (come recita il sottotitolo del blog) quale è Corrente, poi, si sono talvolta messi alla prova nell’incontro, al di fuori della piattaforma web e dunque conosciuti dal vivo. Un ulteriore salto che rende ancora più incisivo il progetto. In questo senso la scommessa con il nuovo, l’ignoto, la paura dell’altro è stata vinta anche a dispetto di chi vede nelle relazioni da mass media una svalutazione del rapporto reale e fisico (soprattutto in letteratura)» (Anna Ruotolo)

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POETI DI CORRENTE (Le Voci della Luna, 2013) – Antologia in versi del collettivo “Corrente Improvvisa” – a cura di Matteo Bianchi e Anna Ruotolo – (presentazione)

«Gli autori o i cultori della materia che compongono questa “corte di pensiero” (come recita il sottotitolo del blog) quale è Corrente, poi, si sono talvolta messi alla prova nell’incontro, al di fuori della piattaforma web e dunque conosciuti dal vivo. Un ulteriore salto che rende ancora più incisivo il progetto. In questo senso la scommessa con il nuovo, l’ignoto, la paura dell’altro è stata vinta anche a dispetto di chi vede nelle relazioni da mass media una svalutazione del rapporto reale e fisico (soprattutto in letteratura)» (Anna Ruotolo)

Il fico sulla fortezza, l’ultima raccolta di Claudio Damiani – Intervista all’autore di Matteo Bianchi

Ciò che voglio dire è che non esistono cose senza occhi. Ogni cosa, in quanto forma (e se non fosse forma non giungerebbe all’essere), è bella e viva. La creatività umana credo faccia parte della più generale creatività della natura. Quale sia il suo fine è difficile dire. In questo libro abbozzo l’ipotesi che l’evoluzione creatrice sia finalizzata al ritorno a una serenità che la materia ha perduto. (Claudio Damiani)

Il fico sulla fortezza, l’ultima raccolta di Claudio Damiani – Intervista all’autore di Matteo Bianchi

Ciò che voglio dire è che non esistono cose senza occhi. Ogni cosa, in quanto forma (e se non fosse forma non giungerebbe all’essere), è bella e viva. La creatività umana credo faccia parte della più generale creatività della natura. Quale sia il suo fine è difficile dire. In questo libro abbozzo l’ipotesi che l’evoluzione creatrice sia finalizzata al ritorno a una serenità che la materia ha perduto. (Claudio Damiani)

I “Fischi di merlo” di Matteo Bianchi (Edizioni del Leone, 2011)

Non sei un rosignuolo; sei un merlo. Fischi più forte la sera; e nessuno può strapparti di dosso il tuo pinolo. (Umberto Saba) Perché un libro possa davvero incastrarmi deve avere due semplici requisiti, che chiamo “scenici”: un tempo ed

I “Fischi di merlo” di Matteo Bianchi (Edizioni del Leone, 2011)

Non sei un rosignuolo; sei un merlo. Fischi più forte la sera; e nessuno può strapparti di dosso il tuo pinolo. (Umberto Saba) Perché un libro possa davvero incastrarmi deve avere due semplici requisiti, che chiamo “scenici”: un tempo ed

Umiltà d’animo è semplicità d’espressione: sull’opera prima di Elena Buia Rutt

Il lirismo di Buia è un laico spiritualismo del significante che tende alla fede cristiana nel significato. (Matteo Bianchi)

Umiltà d’animo è semplicità d’espressione: sull’opera prima di Elena Buia Rutt

Il lirismo di Buia è un laico spiritualismo del significante che tende alla fede cristiana nel significato. (Matteo Bianchi)

“Fischi di merlo” (Edizioni del leone 2011): la poesia di Matteo Bianchi, verso un nuovo lirismo

La poesia di Matteo Bianchi, nella sua volatile essenza, è sacrale, ma di una sacralità del tutto particolare che la rende alquanto originale e avvincente: sa volare alto quando capace di atterrare, chiedere le ali e camminare. Poesia viandante che cammina nei meandri di una città – la città del poeta – che è la sua culla. Ferrara. (Roberto Dall’Olio)

“Fischi di merlo” (Edizioni del leone 2011): la poesia di Matteo Bianchi, verso un nuovo lirismo

La poesia di Matteo Bianchi, nella sua volatile essenza, è sacrale, ma di una sacralità del tutto particolare che la rende alquanto originale e avvincente: sa volare alto quando capace di atterrare, chiedere le ali e camminare. Poesia viandante che cammina nei meandri di una città – la città del poeta – che è la sua culla. Ferrara. (Roberto Dall’Olio)

Passione Prévert – Quattro traduzioni fuori sede di Matteo Bianchi

Forse oggi non ha più senso interpretare nuovamente Jacques Prévert, poeta contrario al modus vivendi borghese e paradossalmente in voga proprio tra i lettori della borghesia parigina degli Anni ’30; tanto da esserne mantenuto con la vendita dei libri e non solo. Però il suo tentativo di garbata opposizione morale, il suo temperamento gentile, l’autentica verve che affiora più intensa tramite la voce di Yves Montand (Chante Prévert, 1962), mi trasporta in un tempo altro ad ogni rilettura. [Matteo Bianchi]

Passione Prévert – Quattro traduzioni fuori sede di Matteo Bianchi

Forse oggi non ha più senso interpretare nuovamente Jacques Prévert, poeta contrario al modus vivendi borghese e paradossalmente in voga proprio tra i lettori della borghesia parigina degli Anni ’30; tanto da esserne mantenuto con la vendita dei libri e non solo. Però il suo tentativo di garbata opposizione morale, il suo temperamento gentile, l’autentica verve che affiora più intensa tramite la voce di Yves Montand (Chante Prévert, 1962), mi trasporta in un tempo altro ad ogni rilettura. [Matteo Bianchi]